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INSIDE — BELLI E DANNATI

(potevano essere grandi ma non hanno fatto in tempo a crescere — Progetti e proposte rejected)

Transart — Festival of Contemporary Culture (Südtirol)

Rilevazione, enumerazione e descrizione, capo per capo, di oggetti, documenti e beni esistenti in un momento determinato in un dato luogo. Inventariare, raccogliere e classificare ciò che è qui e ora è quindi pratica del contemporaneo. Come tavolo di studio e ricerca, come spazio di interpretazione e proposta di un senso ampio.

Questo concetto è alla base della nostra proposta. Perché abbiamo visto in Transart un luogo di raccolta appunto. Non un semplice contenitore, ma un principio organizzatore, di senso. L’idea quindi di interpretare visivamente questo principio ci è sembrata molto stimolante.

Proprio perché dietro una collezione o un inventario vi è un pensiero capace di mettere in relazione oggetti diversi per tipologia e provenienza, con lo scopo di offrire allo spettatore un compendio (non certo esaustivo) di ciò che esiste in un momento determinato in un dato luogo.

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Gli elementi che ben interpretano (anche storicamente) il principio dell’inventario
sono le pietre e i minerali, oggetti quasi magici, misteriosi, di estrema bellezza e mai uguali tra loro, di natura terrestre o extra-terrestre. I nostri elementi sono di origine incerta, non riconducibili a categorie geologiche chiare.

E in questo così simili a pratiche ed esperienze del contemporaneo. L’universo visivo che ne nasce è quindi doppiamente interessante: l’utilizzo di un principio novecentesco (l’inventario o la collezione) si unisce ad oggetti futuribili ed extra-terrestri.

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Il principio dell’inventario si incarna soprattutto nelle etichette poste sotto i singoli oggetti. Ma a differenza di uno spazio museale o di una collezione, le descrizioni qui presentate rafforzano quel senso di estraneità dell’oggetto che è focus centrale di questa proposta.

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Quasi categorie/etichette del contemporaneo stesso. Si tratta di un livello di lettura che non deve necessariamente essere fruibile alla prima osservazione: proprio come in una collezione l’osservatore amatoriale può decidere o meno di approfondire la propria esperienza. Un osservatore/visitatore attento invece, non si farà sfuggire il percorso di lettura qui offerto.

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